Amt, da settembre a gennaio tagli fino al 10% delle corse. Si tira la cinghia per poter assumere entro l’anno

La carenza di autisti e mezzi costringerà a ridurre il servizio. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal: «No alla contrazione del costo del lavoro». Il sindacato Cub rivendica maggiore rappresentanza dei lavoratori nella governance aziendale


Con l’entrata in vigore dell’orario invernale, tra settembre e gennaio i genovesi dovranno fare i conti con una riduzione stimata tra il 5 e il 10% delle corse Amt. La causa è duplice: mancano autisti per garantire i turni e autobus per mantenere i livelli di servizio dello scorso anno.

La sindaca Silvia Salis, dopo l’incontro con i sindacati, ha spiegato che l’obiettivo non è ridurre strutturalmente l’offerta, ma gestire una fase temporanea di difficoltà. La previsione è di avviare nuove assunzioni entro la fine dell’anno e riportare gradualmente l’azienda “in acque tranquille”. Confermata anche la volontà di mantenere la natura pubblica di Amt e la continuità delle agevolazioni tariffarie.
I vertici comunali hanno inoltre spiegato che sono in corso azioni mirate a reperire la liquidità necessaria per garantire gli stipendi di settembre e i pagamenti ai fornitori. Al momento mancano ancora 12,5 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente, fondi che dovranno transitare attraverso Regione Liguria. Un nodo che, secondo la sindaca, dovrebbe essere sciolto a breve. Contestualmente è stata annunciata la convocazione dell’assemblea dei soci di Amt Spa per il 28 agosto, durante la quale sarà nominato il nuovo Consiglio di amministrazione.
La sindaca ha anche sottolineato un altro elemento critico: i ricavi derivanti dalla tariffazione sono calati più del previsto rispetto al reale costo delle politiche di gratuità. Una scelta, quest’ultima, che negli anni scorsi non sarebbe stata adeguatamente compensata dai trasferimenti governativi e che oggi pesa in maniera significativa sui conti dell’azienda.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal: «No alla contrazione del costo del lavoro»
Le Segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal hanno ribadito l’assoluta contrarietà ad un piano industriale che preveda una contrazione del costo del lavoro e che l’impossibilità di effettuare assunzioni avrà conseguenze dirette sia sull’erogazione dei servizi offerti alla cittadinanza che sulla concessione delle giornate di ferie al personale: quest’ultima, peraltro, è una voce che impatta direttamente sul conto economico aziendale dal momento che sono oltre 8 i milioni di euro a bilancio per ferie accantonate.
«Rispetto al passato il Comune ha rilevato come i ricavi da tariffazione siano diminuiti in misura superiore rispetto al reale “costo” delle politiche di gratuità. Da parte nostra abbiamo sottolineato che la gratuità, non adeguatamente compensata dagli enti di governo, ha contribuito a generare le difficoltà economiche di AMT – dicono i sindacati -. È quindi indispensabile individuare meccanismi di compensazione economica che sostengano l’attuale politica tariffaria o, in alternativa, ripensarne l’estensione in una logica più sostenibile. Parallelamente, l’attività di verifica a bordo dei mezzi deve essere ripristinata a pieno regime, così da contrastare in maniera efficace il fenomeno dell’evasione tariffaria. Contestualmente abbiamo sollecitato la riapertura del tavolo permanente sulla Sicurezza, così come previsto dal protocollo in essere, e sollecitato una convocazione del tavolo sullo stato avanzamento lavori del progetto 4 assi e delle altre opere cantierizzate sul TPL, fondamentali per la collocazione definitiva delle aree di deposito e per l’inserimento in servizio dei veicoli in consegna dalle società produttrici, che determinerebbe la messa in esercizio di un parco rotabile adeguato alle esigenze dei Lavoratori e dei Cittadini».
Le parti hanno calendarizzato un nuovo incontro per la fine del mese di settembre utile a verificare l’effettivo reperimento della liquidità necessaria all’erogazione delle retribuzioni del mese di settembre.
Le critiche del sindacato Cub
A sollevare ulteriori questioni è arrivato anche il sindacato Cub Trasporti Autoferrotranvieri, che in una nota critica la possibile nomina di figure esterne ai vertici aziendali. Secondo Cub, l’ingresso di persone estranee all’azienda, senza conoscenza diretta delle dinamiche del trasporto pubblico, rischierebbe di portare a scelte errate.
Il sindacato rivendica che i posti chiave di Amt dovrebbero essere occupati da dipendenti interni – tranvieri, operai e lavoratori con esperienza diretta – e non da persone indicate per appartenenza politica o vicinanza a esponenti istituzionali. «I tranvieri – scrive Cub – devono avere un ruolo decisionale invece di subire passivamente decisioni prese da chi non conosce le pratiche del trasporto pubblico locale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un disastro su tutta la linea».
In attesa della nuova governance
La partita si gioca ora sull’assemblea dei soci prevista nei prossimi giorni, chiamata a nominare il nuovo presidente e il consiglio di amministrazione. La giunta comunale ha già annunciato che si tratterà di “persone qualificate”, ma il sindacato Cub continua a chiedere maggiore coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte strategiche, soprattutto in una fase di transizione delicata come quella attuale.
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